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contenuti
I progetti in corso riguardano sia la qualificazione fisica dell'ecomuseo
e che l'attività nel territorio con le comunità locali.
Progetti di qualificazione:
Plastico della bonifica meccanica
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presso il Museo delle Valli: con simulazione virtuali verrà rappresentato
il territorio, dall'Appennino al mare interessato alla regimazione
idraulica, con un particolare ingrandimento dell'area argentana per
la complessità di impianti e la movimentazione delle acque, distinte
in canali di acque basse e alte; in fluviali del Reno ed affluenti,
dei tributari appenninici - Idice e Quaderna ecc.. e in bacini di
momentanei di raccolta, le casse di espansione. Le simulazioni riguarderanno
i momenti di piena, lo stato di emergenza in piovosità e rischio di
alluvione ecc.. .
riguarderà tutto l'Ecomuseo: pannelli e percorsi specifici verranno
adottati in tutti e tre i musei, al fine di ampliare le possibilità
cognitive dei piccoli attraverso l'emozione, il colore, la percezione,
l'esperienza tattile ecc.. .
Progetti di partecipazione delle comunità locali
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Mappe di comunità e le forme di cittadinanza attiva
per lo sviluppo del territorio
La mappa di comunità è un'esperienza nata dal mondo
anglosassone: "parish map" significa propriamente
mappe di parrocchia, facendo in realtà riferimento alle comunità residenti
di uno specifico territorio.
Molti ecomusei italiani l'hanno adottata, come metodo di coinvolgimento
delle comunità locali per mettere in valore il territorio e il suo
paesaggio ed avviare processi di sviluppo locale sia socio culturale
che economico.
Per comunità si intendono i residenti, immigrati coinvolti in processi inclusivi, gruppi organizzati in categorie economiche e in associazioni di volontariato no profit, scuole ecc..
È di fatto una rappresentazione cartografica del territorio arricchita
da iconografie, disegni che riguardano sia il patrimonio fisico che
immateriale e culturale: saperi, abilità, attività artigianali, tradizioni,
consuetudini, riti e ricorrenze, su cui si innestano le nuove interpretazioni
e le volontà collettive per lo sviluppo futuro dei luoghi.
Di fatto,proponendosi come un patto tra comunità, soggetti pubblici
e privati, diventa uno strumento programmatorio del territorio che
invece di essere un documento tecnico - cartografico e scritto, assume
versione iconografica, disegnata e colorata, con simbologie utili
a rappresentare l'immagine di come dovrebbe diventare il paesaggio
sia naturale che costruito, a seguito dei progetti di qualificazione
decisi e indicati da processo partecipativo.
La comunità locale e l'associazione "Il Torrione" costruiscono la
propria mappa attorno alla Delizia estense di Benvigante e alla rivitalizzazione
sociale ed economica dell'antico Borgo rurale, oggi in fase di abbandono
economico e spopolamento.
Su questo intendimento il Comune di Argenta ha candidato sul Piano di sviluppo rurale della Provincia di Ferrara, e nell'ambito del circuito delle Delizie estensi, patrimonio UNESCO dal 2000, il progetto di consolidamento strutturale della Delizia, per l'accessibilità culturale tramite l'Ecomuseo e di futura vocazione ricettiva da parte dell'Associazione il Torrione e di soggetti locali.
Inoltre, i ragazzi delle scuole elementari e medie, coinvolti nel
progetto, vedono e indicano tramite i propri disegni un futuro di
miglioramento del parco rinascimentale circostante con il labirinto
dell'amore, il giardino delle farfalle, l'agriturismo con animali
e produzioni tipiche; evocano infine il ritorno all'acqua, tanto lontana
e relegata dai secolari interventi di bonifica, come ingrediente di
miglioramento del paesaggio, in cui possano essere ricreate attività
e recuperati scenari di bellezza e di benessere.
La comunità vede nella Delizia, a seguito del consolidamento strutturale,
un futuro di attrattività e appetibilità economica per investitori
del luogo ed esterni, affinché venga contrastata la propensione all'abbandono
del borgo e dell'antica castalderia rurale.
La mappa di Benvignante sarò conclusa nel 2009
In questo luogo, legato a un passato incardinato sull'economia delle
acque, con le Valli di Argenta e Campotto, oggi ultimo recesso dell'antica
Padusa e delle Valli di Argenta e Marmorta, i cittadini si sono concentrati
e stanno costruendo la mappa mediante l'iconologia simbolica del paesaggio
vallivo e le sue attività: - la raccolta delle erbe palustri e i relativi
usi della canna comune per l'edilizia e i capanni di valle;
le
risaie, la monda del riso e i canti delle mondine;
la
caccia e l'attività venatoria poi proibita negli anni sessanta/settanta;
la
pesca e la tradizione gastronomica del pesce d'acqua dolce con l'anguilla,
la rana, il pesce gatto, la carpa, la tinca e il nobile luccio; -
il gelso, le cui foglie erano utilizzate sia per il baco e la produzione
della seta, che per l'allevamento del bestiame ecc….;
l'utilizzo
delle parti eduli delle erbe spontanee della valle a fini alimentari
con la pasta al torchio, la rucola, l'ortica e l'asparago selvatico;
le inflorescenze di sambuco e acacia per le frittate salate e frittelle;
le more di rovo e di gelso per dolci e marmellate; la vite selvatica,
il luppolo, il nocciolo per sciroppi, liquori e dolci;
emerge
un'economia a dimensione domestica volta ad arricchire la mensa del
vallarolo, dello scariolante, della mondina; in sostanza di quel composito
bracciantato agricolo, in cerca di lavoro, per scongiurare la fame
della famiglia nel periodo invernale e nei peggiori momenti di precarietà
e disoccupazione.
La comunità di Campotto si propone con la mappa di:
nobilitare
le antiche ricette, dalla fatica e dalla precarietà del passato, a
rarità e specificità del sapere e delle abilità, rafforzando e innovando
l'identità del luogo;
ripristinare
la consuetudine delle feste e sagre sul pesce d'acqua dolce e sulla
frutta;
definire
con agricoltori e ristoratori un percorso di inserimento nell'offerta
locale di prodotti tipici, ricette e specialità oggi perduti o dimenticati,
al fine di qualificare il turismo enogastronomico;
avviare
interventi di riqualificazione del paesaggio naturale, anche fuori
dall'aree protette; individuando per la valle la cura e il miglioramento
delle acque a favore delle specie ittiche e alla riproduzione del
luccio;
diversificare
le forme di accessibilità e ospitalità del pubblico e dell'impresa
privata;
creare
occupazione ed intercettare domande e bisogni del turismo culturale
e ambientale .
Anche a Campotto la mappa si concluderà nel 2009 con un convegno previsto
probabilmente in autunno. |