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Il Museo Civico, nella chiesa di San Domenico, in Argenta capoluogo, si compone della Pinacoteca Comunale e della Sezione archeologica; documenta aspetti di vita artistica della città ed, in particolare con le raccolte archeologiche, l'evoluzione dei popolamenti sparsi fino agli insediamenti urbani, cinti da mura, in un'area da sempre dominata dalle acque. La
Pinacoteca propone, in un arco cronologico tra XV e XVIII secolo,
opere come la "Decollazione del Battista" di Ippolito Scarsella, detto
lo Scarsellino; la "Madonna in trono col bambino tra i Santi Lazzaro
e Giobbe" di Benvenuto Tisi detto il Garofalo; il "Terremoto di Argenta"
di Camillo Ricci; l'imponente trittico de "La nascita del Battista"
di Marco Niccolò Balestri; il polittico di Antonio Aleotti, la "Fuga
in Egitto" di Pietro Dulouvier maturato nella scuola del Reni, "Cristo
nell'orto" di Domenico Fetti ecc.. e sculture di vari autori emiliani.
Nel circuito artistico sono inclusi gli affreschi dell'abside della chiesa ospitante di San Domenico con le "Storie della vita di S. Giovanni Battista e i Dottori della Chiesa". ![]() La Sezione archeologica comprende i reperti provenienti dai siti indagati nel territorio argentano, dall'alto medioevo all'età moderna, proposti con ricostruzioni di ambiente e delle attività umane. In particolare con l'insediamento plebano di San Giorgio emerge un probabile preesistente insediamento ostrogoto, prima della riconversione del sito al culto ortodosso di VI secolo; testimonianza ne è una pregevole fibbia da cintura ostrogota, declinante a teste d'aquila, appartenente al vestiario funerario femminile; ed ancora il mosaico pavimentale dell'età della fondazione di VI sec. dall'evidente manifattura ravennate e afferente alla cultura bizantina, con splendide anatidi in girali di acanto.
Ed ancora l'insediamento palafitticolo di Palmanova, posto ai margini
della laguna, da cui emerge un'economia delle acque, con forte dominanza
della pesca, ed un abitato dalle edificazioni tipicamente palustri
costruite con la canna comune e le essenze igrofile del bosco planiziale.
Poi con il fossato di via Vinarola, riempito e arginato mediante la tecnica del paraduro estense, consente nel tardo medioevo l'espansione urbana di Argenta ben oltre San Nicolò. Interessante il ritrovamento della placca di pellegrinaggio proveniente dal monastero di Saint Gills in Francia, che attesta sulle rotte devozionali europee ed i traffici per vie d'acqua nell'entroterra padano, la collocazione strategica di Argenta e del Po di Primaro (oggi Reno) dotati probabilmente di scalo fluviale sin dall'anno mille. ![]() Infine la collezione di ceramiche graffite provenienti da un butto di bottega rinvenuto presso un'antica osteria del centro. La produzione di graffita è riscontrata in Argenta tra XVI e XVII secolo, sostenuta da una vivace tradizione di vasai; la presenza di oltre 30 stemmi ed iconologie araldiche rivela una committenza signorile e abbiente non solo locale, a fianco ovviamente di manufatti monocromi di uso domestico comune. UBICAZIONE Via G.B.Aleotti 44011 Argenta (FE) ORARI: sabato, domenica e festivi 15.30 - 18.30 nelle altre giornate apertura solo su prenotazione. Chiuso tutto il mese di Agosto CONTATTI dal martedì alla domenica 9.00 - 13.00 tel +39 0532 808058 fax +39 0532 808001 museiargenta@comune.argenta.fe.it info@vallidiargenta.org www.vallidiargenta.org www.comune.argenta.fe.it |


La
Pinacoteca propone, in un arco cronologico tra XV e XVIII secolo,
opere come la "Decollazione del Battista" di Ippolito Scarsella, detto
lo Scarsellino; la "Madonna in trono col bambino tra i Santi Lazzaro
e Giobbe" di Benvenuto Tisi detto il Garofalo; il "Terremoto di Argenta"
di Camillo Ricci; l'imponente trittico de "La nascita del Battista"
di Marco Niccolò Balestri; il polittico di Antonio Aleotti, la "Fuga
in Egitto" di Pietro Dulouvier maturato nella scuola del Reni, "Cristo
nell'orto" di Domenico Fetti ecc.. e sculture di vari autori emiliani.

Ed ancora l'insediamento palafitticolo di Palmanova, posto ai margini
della laguna, da cui emerge un'economia delle acque, con forte dominanza
della pesca, ed un abitato dalle edificazioni tipicamente palustri
costruite con la canna comune e le essenze igrofile del bosco planiziale.
