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Quella che tutti comunemente chiamiamo "Oasi di Campotto" rientra
a tutti gli effetti all'interno del Parco Regionale del Delta del Po
come stazione n° 6, istituita nel 1988 con legge regionale
n.27.Il Parco si inserisce nel territorio di competenza del Consorzio della Bonifica Renana in cui convergono pressochè tutti i canali che immettono in Reno le acque di scolo. In questo sito sono quindi stati predisposti gli invasi da utilizzare quando situazioni di piena rendono impossibile l'immediato deflusso delle acque nel fiume, e grazie alla sua importante funzione idraulica è stato risparmiato dalle opere di bonifica consentendo di preservare un ambiente unico per il suo valore naturalistico ambientale.
| Conoscere Campotto |
Prima
di essere riconosciuto come stazione del Parco del Delta, le zone umide
di Campotto furono istituite nel 1977 come oasi per la protezione della
fauna per un'estensione di circa 1600 ha. Il territorio dell'oasi si
sviluppa nell'area di confluenza dei torrenti Idice e Sillaro
con il fiume Reno, ad est della strada Cardinala che congiunge Argenta
a Campotto. All'interno dell'area vi sono zone perennemente in acqua
costituite dalle casse di espansione per una superficie complessiva di circa
750 ettari chiamate: "Campotto-Bassarone" quella tra Reno
e Idice, "Vallesanta" quella tra Idice e Sillaro. Tra di
esse si estendono terreni umidi che vengono periodicamente allagati e terreni
coltivati a pioppeto e seminativi.Campotto è la più estesa area regionale di valli di acqua dolce nella quale sono rappresentate alcune specie di vegetazione di tipo perilacustre, di origine artificiale e controllata dall'uomo ma comunque di grande interesse e di incomparabile bellezza. L'inserimento di questi bacini in un più vasto sistema idarulico ne ha garantito la conservazione e in esso è oggi possibile osservare in modo chiaro e quasi didattico le più antiche comunità palustri e acquatiche.
Nelle zone periferiche ed interne, ove la profondità dell'acqua è minima, vi sono estesi Fragmiteti e Tifeti e tra essi canali ed ampi specchi d'acqua. Le associazioni più strettamente acquatiche sono costituite da specie sommerse di Ceratofilo e Miriofilo; le natanti che hanno maggior importanza come estensione sono le vaste popolazioni a Potamogeto e soprattutto a Ninfeeto (Ninfea Bianca, Nannufaro e Ninfea Sfrangiata), Polygonum, lenticchia d'acqua, Salvinia e morso di rana; anche le specie ripariali sono ampiamente rappresentate, fra queste giunchi, scirpi ecc.
Nel Traversante, ampia area in sinistra Idice costituito da terreni che saltuariamente vengono sommersi, si è sviluppato un "bosco igrofilo" rappresentato da specie che meglio sopportano le ricorrenti innondazioni, con varie essenze arboree rappresentate da Salice Bianco, Farnia, Olmo, Pioppo Bianco e Frassino "Augustifolia". Il sottobosco è ricco di Prugnolo, Biancospino, Viburno, Spincervino, Sanguinello e Frangola.
(tratto da Progetto Primaro - un disegno per l'ambiente)
| Fruizione |
Per chi arriva al Parco, tappa obbligata è il bellissimo Museo delle Valli realizzato all'interno del Casino di Campotto, un tempo casa colonica e oggi edificio recentemente restaurato la cui destinazione d'uso è quella di centro di documentazione della bonifica, dei prodotti vallivi e della fauna e della flora di valle. Il Museo costituisce inoltre il punto di partenza di un percorso regolamentato per la visita.
Una
parte del parco può essere liberamente fruita attraverso itinerari in
biciletta e a piedi. Uno dei percorsi cicloturistici esistenti nel Comune
di Argenta consente di raggiungere l'oasi di Campotto da Argenta e
di percorrere il Parco ammirando le bellezze della Vallesanta fino a ricongiungersi
con il percorso cicloturistico del Po di Primaro.| Pianificazione |
Con Delibera di Giunta Regionale n.515 del 20/04/2009 è stato approvato il Piano Territoriale della Stazione di Campotto del Parco del Delta del Po. Per scaricare la relativa documentazione vai alla pagina dedicata.
| Link utili |

